Cura delle gengive

La gengivite consiste in una infiammazione del tessuto che riveste il dente, la gengiva appunto, o dei tessuti che lo sostengono (osso e parodonto) da cui prende il nome di parodontite.

La prevenzione e la cura delle gengiviti inizia dal paziente, con uno stile di igiene corretta e con abitudini alimentari sane:

  • precoce rimozione della placca mediante
    l’uso corretto dello spazzolino dopo i pasti
  • riduzione del consumo di cibi e bevande
    irritanti gassose o alcoliche
  • eliminare l’uso delle sigarette

Alcuni pazienti hanno delle gengiviti causate da ereditarietà, disordini ormonali e deficit del sistema immunitario, che li rendono più predisposti all’insorgenza frequente e quindi alla cronicizzazione di tale malattia.


Quando la placca diventa tartaro…

Se la placca diventa tartaro è fondamentale l’intervento del dentista per non peggiorare la salute orale già compromessa: oltre ad irritare le gengive, il tartaro si annida spesso più in profondità intaccando prima il legamento parodontale e poi l’osso, creando una instabilità dei denti.

Il dentista deve subito intervenire con la rimozione del tartaro mediante le tecniche:

  • ablazione tramite ultrasuoni o con strumenti manuali
  • levigatura delle radici (curettage)

Nei soggetti predisposti, tali cure vanno spesso ripetute a cicli che in base alla gravità dell’infiammazione, e del grado di mantenimento dell’igiene da parte del paziente possono da variare da 1-3-6 mesi.

E se la gengivite peggiora…

Nel caso di perdita di osso e del legamento parodontale occorrono interventi chirurgici come il curettage a cielo aperto (tramite un lembo chirurgico che mette a nudo la zona infetta e con innesti di materiali osteoinduttivi biocompatibili che integrano le perdite d’osso intorno ai denti.


Endodonzia

La pulpite è il processo infiammatorio a carico della polpa dentale che è il tessuto connettivo molle all’interno del dente e può causare una carie dentaria. La polpa infiammata si espande fino ad interessare le pareti rigide determinando la compressione delle fibre nervose di cui è ricca.

È un dolore improvviso e molto acuto che provoca sensazioni di fastidio sia con cibi o bevande calde che fredde e progredisce in maniera importante fino a diventare resistente ai comuni analgesici.

In caso di dolore acuto è necessaria una terapia d’urgenza con l’asportazione della polpa infetta, la cosiddetta devitalizzazione, che consiste nel ripulire a fondo, disinfettare i canali all’interno delle radici del dente e sigillarli con dei materiali appositi, neutri che in condizioni ottimali impediscono ai batteri di ricolonizzare la radice.

La pulpite non trattata evolve in necrosi della polpa e a quel punto il canale radicolare va a contaminare la zona circostante l’apice della radice dentale (periapice) determinando un ascesso acuto o anche una condizione d’infiammazione cronica (granuloma apicale).

L’assunzione di antibiotici in caso di ascesso dentale può circoscrivere l’infiammazione, mai guarirla. La remissione o l’attenuazione dei sintomi è solo temporanea, potendo ricomparire in qualsiasi momento. È pertanto necessario l’immediato ricorso all’intervento del dentista.